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Presenza del Liberty ad Altare |
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 La Presenza del Liberty ad Altare Con il termine Liberty si intende definire un preciso movimento culturale collocato storicamente tra il 1890e il 1910 con il quale si manifestò la volontà di rompere con il passato, rinunciando al riferimento degli antichi modelli di stile neoclassico, per inseguire l'immagine di un ambiente urbano vivo, in perfetto accordo con lo spirito dinamico di una società moderna. L'eco dell'entusiasmo legato al progresso e alle trasformazioni in atto nelle strutture stesse della società si riflesse nei movimenti modernisti ai quali aderirono non solo esponenti dell'architettura e del design, ma anche pittori, scultori e semplici artigiani. La cultura stessa di inizio secolo fu pertanto notevolmente influenzata dal nuovo stile Liberty e i suoi effetti si fecero ben presto notare nell'ambito dell'architettura urbana così come nell'arte e nella produzione di oggetti di uso quotidiano. L'evoluzione dell'attività edilizia altarese del primo Novecento costituisce un fenomeno circoscritto dalla particolare situazione socio-economica legata all'affermazione, nel nostro paese, dell'industria vetraria. Una trasformazione che coinvolge l'intera comunità e che rinnova la complessa realtà al tempo stesso industriale e semirurale esistente all'epoca. In questo processo si inserisce l'iniziativa, determinante per la comunità dell'epoca, di Monsignor Giuseppe Bertolotti il quale per circa un sessantennio svolse il duplice ruolo di parroco e di "signore" del paese. Sono infatti molteplici gli interventi edilizi da questo commissionati all'architetto Campora, un affermato professionista che svolse un ruolo da protagonista nell'evoluzione urbanistica del savonese. Monsignor Bertolotti commissionò infatti all'architetto Campora due ville con l'intenzione di donarle alle proprie sorelle Enrichetta e Rosalia, le quali insieme ai loro familiari facevano parte dell'allora classe dirigente del paese e per la quale la villa residenziale costituiva l'emblema di una borghesia emergente ed aperta ai canoni di rinnovamento dettati dal nuovo stile Liberty. La costruzione di Villa Agar fu terminata nel 1905 e donata alla sorella Enrichetta, mentre Villa Rosa fu terminata nel 1906 per la sorella Rosalia. Sempre allo stesso periodo risale l'edificazione del Villino di campagna in Località Lipiani, i progetti di Palazzo Bertolotti con le annesse scuderie e l'edificio dell'Asilo sorti in prossimità dell'attuale Piazza Vittorio Veneto, che allora non esisteva e dove al suo posto scorreva ancora il Rio Fossato. Gli altri inteventi che Campora progettò e realizzò ad Altare furono la palazzina Saroldi e le Case Popolari per conto dell'avvocato Icadio Saroldi. Le restanti operazioni edilizie di rilievo in quegli anni sono per lo più riconducibili ad Alessandro Martinengo, tra le quali Villa Bordoni, la quale, edificata ll'inizio del 1900, venne pesantemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale e versa oggi in stato di grave abbandono. La paternità del progetto del Teatro che prese il nome di "Club Filarmonico Drammatico" è stata invece attribuita a Gussoni, uno dei massimi esponenti del Liberty torinese. Tale edificio ha probabilmente rappresentato il momento più elevato dell'architettura di quegli anni, ma purtroppo è andato perso dopo aver subito, durante il periodo fascista, pesanti rimaneggiamenti e più recentemente adibito ad esposizione di mobili.
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