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Situato a 400 metri sul livello del mare in un'area ricoperta di fitti boschi, Altare è la "porta" della Valbormida, territorio di confine tra la costa e l'entroterra. Sul territorio comunale di Altare è situato il punto di congiunzione tra le Alpi e gli Appennini.
Su questo nome, che richiama immediatamente suggestioni sacre, ci sono ipotesi diverse: alta res, località situata in alto, dalla definizione che ne diedero i Romani provenienti dalla Riviera; oppure alta ara, altare situato in alto, segno della devozione dei rivieraschi per aver trovato sulle colline dell'entroterra un rifugio sicuro dai pirati e dai Saraceni.
La storia di Altare è legata alla lavorazione del vetro, introdotta probabilmente nel XII secolo dai monaci Benedettini che chiamarono ad Altare dalla Francia e dalle Fiandre alcune famiglie di vetrai ad esercitare l’arte vetraria. L'attività artistica delle fornaci, favorita dalla massiccia presenza di boschi che servivano come combustibile, si sviluppò e crebbe di pari passo con il prestigio e il potere delle famiglie dei maestri vetrai, tanto da necessitare di un'apposita legislazione, codificata nel 1495 dagli "Statuti dell'Arte Vitrea". Il nomadismo caratterizzò sempre l'attività dei maestri vetrai altaresi che 'esportarono' la loro arte in diverse regioni italiane e in altri Paesi europei, istituendo anche una fiorente Università Vetraria (Universitas = corporazione).
Il declino dei maestri vetrai altaresi comincia con il Regno di Sardegna, i cui sovrani osteggiarono il potere locale, arrivando ad abolire nel 1823 l'Università Vetraria e gli Statuti. Trent'anni più tardi, nel 1856, la notte di Natale, le famiglie di vetrai fondarono la S.A.V., Società Artistico Vetraria, prima cooperativa accertata in Italia, che, attraverso un consiglio di amministrazione eletto da tutti i soci, distribuiva il lavoro tra gli artigiani, risolveva le controversie interne ed esaminava i reclami. La S.A.V. sopravvisse per oltre 120 anni, passando attraverso le trasformazioni economiche che la indirizzarono verso lavorazioni di tipo prevalentemente industriale: venne sciolta il 28 aprile 1978.
La tradizione della lavorazione artistica del vetro sopravvive oggi in alcune botteghe artigiane ancora aperte e visitabili in paese e nelle fornaci del Museo dell’Arte Vetraria. Il vetro oggi ad Altare è soprattutto industria: il paese è infatti sede di alcune grandi fabbriche, di livello internazionale, per la produzione di bottiglie e oggetti per la casa.
A pochi chilometri dalle più importanti località balneari del Savonese, Altare è un’ottima meta per chi vuole godersi il mare della Liguria, soggiornando in una zona fresca di sera.
Tra le manifestazioni più importanti e ricche di visitatori ricordiamo la tradizionale “Fiera di San Martino” (prima domenica dopo l’11 novembre) con oltre 100 banchi e la rievocazione dell’accensione delle antiche fornaci del vetro; la “Fiera di Primavera” (seconda domenica del mese di maggio) preludio alla bella stagione, la festività del Santo Patrono (San Rocco, 16 agosto), le ricche iniziative di “Altarestate” con concerti, spettacoli teatrali e specialità culinarie; le sagre estive nell’area pic-nic appositamente attrezzata, la “BadBikers” (luglio e dicembre) manifestazione non competitiva in mountain bike, la manifestazione podistica “Giro del Burot”(luglio).
Distanze da Savona 14 km da Cuneo 76 km da Torino 124 km da Genova aeroporto 64 km
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IL PAESE IN BREVE Altitudine: 398 m. slm Superficie: 11,74 kmq Abitanti: 2.158 c.a. Comune: via Restagno, 2 tel. 019.58005 – 019.58006 fax 019.58071 www.comune.altare.sv.it
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Come si raggiunge In auto: autostrada Torino-Savona, uscita Altare In treno: stazione di Savona oppure stazione di San Giuseppe di Cairo e proseguimento in autobus sulla linea Savona-Cairo della TPL (ex Acts) Mezzi pubblici: fermate in paese sulla linea Savona-Cairo della TPL (ex Acts).
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